Quelle siringhe usate per la cocaina

Cocaina vareseFonte: La Provincia di Varese

Roberta Bettoni di Colce assiste i tossicodipendenti in stazione: «In atto tendenze pericolosissime. La coca in vena è più forte, spesso la mischiano con l’eroina. Torna solo metà degli aghi che forniamo».

Non servono per l’eroina le siringhe trovate nei giorni scorsi in diversi punti della città, ma per la cocaina: un tipo di consumo per cui Gallarate vanta un poco invidiabile primato. A dirlo è Roberta Bettoni di Colce (Cooperativa per la lotta contro l’emarginazione), che tre volte la settimana è presente in stazione a bordo di un’unità mobile gestita insieme alla Croce Rossa. E che costantemente parla con i tossicodipendenti gallaratesi.

Un mondo a parte

«Il più giovane ha 19 anni, il più vecchio ne ha 55: in totale sono 103 le persone che abbiamo visto lo scorso anno», spiega. E il dato che le accomuna è appunto quello di consumare cocaina per via endovenosa: «Lo fanno tutti. Se confrontiamo con altre unità mobili, noi siamo quelli con la percentuale più alta». I “tossici” gallaratesi, dunque, usano la siringa per assumere cocaina. «Lo fanno perché l’effetto è ancora più forte» che assumendola in altri modi. «Il 95% di questi stessi soggetti utilizza anche l’eroina, sempre per via endovenosa». O alternando le due sostanze, o addirittura mescolandole.

Il risultato è che lo scorso anno Colce ha distribuito quasi 48mila siringhe solo a Gallarate. «Noi ci occupiamo anche di ritirarle, cerchiamo di educare ad uno smaltimento corretto». Ma lo scorso anno meno di 23mila, circa il 48%, sono state rese alla cooperativa. E le altre? «Noi non siamo presenti tutti i giorni, per questo suggeriamo ad esempio di gettarle nei bidoni delle farmacie che raccolgono quelle per i diabetici».

Non tutti però lo fanno. E così le siringhe si trovano in via Curioni, come avvenuto lunedì, piuttosto che nel parcheggio sotterraneo di un palazzo di via Borghi, come segnalato da Exodus. «Non sempre puoi portarti dietro le siringhe per riconsegnarle: magari vai a comprare la sostanza nei boschi, ti fai lì e le abbandoni». Anche per evitare di essere fermati dalle forze dell’ordine con una siringa usata in tasca.

Inoltre «almeno un terzo delle persone che seguiamo non hanno una casa: vivono in edifici abbandonati, rifugi di fortuna». Il 28% delle persone seguite da Colce «si trova in una situazione abitativa precaria, ovvero vive per la strada, ed è disoccupato». Per “campare” e avere i soldi per la droga «chiedono l’elemosina, oppure si occupano dei carrelli fuori dal supermercato o a Malpensa». Ovvero si offrono di rimetterli a posto in cambio della moneta inserita per sbloccarli.

Espedienti per la dose

«La stazione di Gallarate è un piccolo mondo – spiega Bettoni – C’è il bar dove bevi il caffè e magari ti offri di portare fuori la spazzatura in cambio di una focaccia a pranzo». Una serie di piccoli scambi che permettono di sbarcare il lunario: «Ci sono quelli che hanno l’auto e, siccome si spaccia nei boschi, accompagnano altri tossici e si fanno dare in cambio dei soldi».

Espedienti che permettono l’acquisto della droga: 30 euro per un grammo di cocaina in strada («Una sostanza molto tagliata, se la si inietta i rischi sono altissimi»), fino a 100 se è più pura. Mentre il prezzo dell’eroina va dai 15 ai 30 euro alla dose. Il 25% dei consumatori ha tra i 25 ed i 34 anni, il 33% tra i 35 ed i 44, il 34% è più vecchio. «Sono tutti italiani», assicura Bettoni. E solo il 40% ha avuto a che fare con il Sert. Gli altri, invece, si vedono solo quando abbandono una siringa per la strada.

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