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	<title>Coordinamento Operatori Bassa Soglia Piemonte</title>
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		<title>Coordinamento Operatori Bassa Soglia Piemonte</title>
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		<title>Rassegna sulla responsabilità civile e l&#8217;imprenditoria sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni/Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[CivilMente è una rassegna di eventi che, tra il serio e il faceto, attraverso il veicolo comunicativo delle arti visive, intende far riflettere il grande pubblico sulla possibilità di concepire e gestire in modo diverso i rapporti umani ed economici, al fine di favorire l&#8217;avvio di un processo di ripensamento sul modo attuale di impostare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1204&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/11/civilmente-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1207" title="Civilmente 2011" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/11/civilmente-2011.jpg?w=300&#038;h=145" alt="" width="300" height="145" /></a>CivilMente è una rassegna di eventi che, tra il serio e il faceto, attraverso il veicolo comunicativo delle arti visive, intende far riflettere il grande pubblico sulla possibilità di concepire e gestire in modo diverso i rapporti umani ed economici, al fine di favorire l&#8217;avvio di un processo di ripensamento sul modo attuale di impostare la produzione e il consumo. Come temi comuni per la rassegna del 2011 sono stati scelti l&#8217;immigrazione e l&#8217;integrazione. Di seguito il programma della rassegna.<span id="more-1204"></span></p>
<p align="center">PROGRAMMA:</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#1061a9" width="160"><img title="Un bacio appassionato" alt="Un bacio appassionato" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="#1061a9"><strong>VEN 04.11 | h. 18.45 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong>UN BACIO APPASSIONATO<br />
un film di<strong> Ken Loach</strong>, Gran Bretagna 2004, 103&#8242;</p>
<p>Interviene <strong>Fabio Geda</strong>.<br />
A seguire merenda sinoira a cura di Liberamensa.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" bgcolor="#cb081e"><img title="QU'ILS REPOSERT EN REVOLTE" alt="QU'ILS REPOSERT EN REVOLTE" width="150" height="213" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#cb081e">
<p align="justify"><strong>GIO 10.11 | h. 21.00 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong></p>
<p align="justify">QU&#8217;ILS REPOSERT EN REVOLTE<br />
Documentario di <strong>Sylvain George</strong>, Francia 2010, 153’</p>
<p align="justify">Intervengono <strong>Sylvain George</strong> e <strong>Gabriele del Grande</strong> di Fortress Europe</p>
<p>Un viaggio nell’arco di tre anni all’interno della cosiddetta “foresta” di Calais, una terra di frontiera, un limbo in cui risiedono forzatamente molti migranti che vorrebbero raggiungere le coste inglesi. Spogliati di ogni diritto, trattati come criminali, ridotti allo stato di “puri corpi” o “nude vite”, uomini e donne, diventano mere figure di guerra. L’occhio del regista li segue con partecipazione e rabbia, registrando i loro gesti che cercano di essere normali e dignitosi, pur vivendo in una situazione degenerata.</p>
<p>Iniziativa promossa da FIERI, nell&#8217;ambito della rassegna Crocevia di Sguardi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#cb081e"><img title="Crocevia di Sguardi" alt="Crocevia di Sguardi" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="#cb081e"><strong>VEN 18.11 | h. 18 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong>IL MEGLIO DI CROCEVIA DI SGUARDI<br />
(2003 – 2011)<br />
Documentari.<br />
A seguire apericena curato da Liberamensa.<br />
<strong>ALL WHITE IN BARKING</strong> di Marc Isaacs, Gran Bretagna, 2007, 73’<br />
<strong>MIRABELLA – SINDELFINGEL, ANDATA E RITORNO</strong> di Andreas Pichler, Italia, 2002,54’<br />
<strong>REBORN IN WESTPHALIA</strong> di Melanie Liebheit, Germania, 2008, 88’</p>
<p>Iniziativa promossa da FIERI, nell&#8217;ambito della rassegna Crocevia di Sguardi.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#1061a9"><img title="La Zona" alt="La Zona" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="#1061a9"><strong>LUN 21.11 | h. 21 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong>LA ZONA<br />
un film di <strong>Rodrigo Plà</strong>, Spagna/Messico 2007, 97&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="ce9000"><img title="Besciamella" alt="Besciamella" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="ce9000">
<p align="justify"><strong>VEN 25.11 | h. 21.30 | Casa del Quartiere San Salvario (Via Morgari, 14)</strong></p>
<p align="justify">BESCIAMELLA &#8211; SERATA DI CIBO, RADIO E TEATRO<br />
Regia di Enrico Gentina e Chiara Lombardo<br />
con Giulia Bavelloni, Alessandro De Simone, Daniela Pisci, Laura Priamo, Fabrizio Stasia</p>
<p align="justify">Besciamella è un ingrediente povero che si amalgama bene con tutto quello che c’è di contorno.<br />
Besciamella è un appuntamento teatrale alla Casa del Quartiere che per il mese di novembre è dedicato al tema di CivilMente. Besciamella è un ristorante e un evento radiofonico. Besciamella è un&#8217;occasione d’incontro e di scambio. S’incontrano ospiti competenti e si gusta un piatto servito da attori-camerieri che danno vita ad un comico e poetico spettacolo: un testo, una poesia, un racconto scritto su misura, un&#8217;improvvisazione senza freni, la musica dal vivo&#8230;<br />
[INGRESSO e 10]</p>
<p align="justify">Iniziativa promossa da Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, Casa del Quartiere, Bagni Municipali.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="008a44"><img title="Il costrume non fa l'attore" alt="Il costrume non fa l'attore" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="008a44"><strong>VEN 25.11 | SAB 26.11  |  h. 21 | Cap 10100 (Corso Moncalieri, 18) </strong></p>
<p align="justify">IL COSTUME NON FA L&#8217;ATTORE<br />
Spettacolo teatrale<br />
Ingresso gratuito. Prenotazioni allo 0113841531</p>
<p>La cooperativa sociale Stranaidea festeggia i suoi 25 anni portando sulla scena, in collaborazione con l&#8217;associazione Teatro Orfeo, un’esperienza fatta di comunità, storie, persone, riflessioni e cura per il proprio lavoro. “Il costume non fa l’attore” creazione teatrale collettiva ispirata al testo “L’arte della commedia” di Eduardo De Filippo e realizzata da una compagnia teatrale integrata, che coinvolge, nell’intera produzione (attori, costumi, scenografie, etc.), i propri servizi e le persone che li abitano. Per giocare e riflettere su un lavoro dalla funzione sociale non sempre riconosciuta e sulle motivazioni che, ancora oggi, ci spingono a restare in scena.</p>
<p>Iniziativa promossa da cooperativa sociale Stranaidea e associazione Teatro Orfeo.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="63260b"><img title="La bicicletta che salverà il mondo" alt="La bicicletta che salverà il mondo" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="63260b"><strong>SAB 26.11  |  h. 18  |  Librerie COOP Torino (Piazza Castello, 113)</strong>LA BICICLETTA CHE SALVERÀ IL MONDO<br />
Presentazione del libro di <strong>Daniele Scaglione</strong></p>
<p>Iniziativa promossa da ActionAid.<br />
Al termine della presentazione sarà offerto un rinfresco a cura di Liberamensa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#1061a9"><img title="Billo, il grande dakaar" alt="Billo, il grande dakaar" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="#1061a9"><strong>LUN 28.11 | h. 21 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong>BILLO, IL GRANDE DAKHAR<br />
un film di <strong>Laura Muscardin</strong>, Italia/Senegal 2008, 90&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="e2007a"><img title="Rosa Mogliasso" alt="Rosa Mogliasso" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="e2007a">
<p align="justify"><strong>GIO 01.12 | h. 21 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong></p>
<p align="justify">NON HO ALTRE DOMANDE<br />
Radiodramma di<strong> Rosa Mogliasso</strong></p>
<p align="justify">L’idea che sottende il Radiodramma “Non ho altre domande” è molto semplice: anche coloro che non sono realmente “immigrati” nel nostro paese, anche coloro che ci vivono da una vita – gli anziani – o coloro che tentano di viverci una vita produttiva di qualche tipo – i giovani precari – sempre più spesso si sentono estranei, respinti, allontanati, né più né meno del tunisino che sbarca in Sicilia e si appresta a parlare un lingua nuova e a usare nuovi strumenti di relazione.<br />
Il radiodramma tenta di dare voce alle vittime di questa sorta di autocolonialismo imploso che caratterizza un po’ l’Italia dell’ultimo decennio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="ce9000"><img title="Caravan" alt="Caravan" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="ce9000"><strong>SB 03.12 | h. 21 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong></p>
<p align="justify">POPECONOMY, DA DOVE ALLEGRAMENTE<br />
VIEN LA CRISI E DOVE VA<br />
di Teatro Popolare Europeo e Banca Popolare Etica per CARAVAN.Artists on the road<br />
Progetto europeo nato dalla collaborazione di Fondazione CRT e Master in Teatro Sociale dell&#8217;Università di Torino</p>
<p><strong>CARAVAN. Artists on the road</strong> è un progetto europeo itinerante nato dalla collaborazione di Fondazione CRT e Master in Teatro Sociale e di Comunità dell’Università di Torino.<br />
Esso intende agire nell’attuale contesto di crisi e trasformazione economica, sociale, ambientale e politica attraverso la realizzazione di azioni sociali e culturali e performance artistiche che sviluppino il tema del <em>rinascere dalla crisi</em> in Italia e in Europa. A Torino si potrà partecipare allo straordinario viaggio di CARAVAN nella notte di Capodanno (<a href="http://www.projectcaravan.eu/" target="_blank">www.projectcaravan.eu</a>).</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#1061a9"><img title="Cose dell'altro mondo" alt="Cose dell'altro mondo" width="150" height="213" /></p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="middle" bgcolor="#1061a9"><strong>LUN 05.12 | h. 21 | CineTeatro Baretti (Via Baretti, 4)</strong>COSE DELL&#8217;ALTRO MONDO<br />
un film di <strong>Francesco Patierno</strong>, Italia 2011, 90&#8242;</p>
<p>A seguire brindisi finale a cura di Liberamensa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle" bgcolor="008a44"><img alt="" width="150" height="213" /></td>
<td valign="middle" bgcolor="008a44">
<div align="justify">
<p>LUN 12.12 | h. 21 |<br />
Casa Circondariale Lorusso e Cutugno (Str. Pianezza, 300)</p>
<p>CICATRICI E GUARIGIONI<br />
Spettacolo teatrale</p>
<p>Oggi dopo un reato l’autore e la vittima vengono separati per evitare la vendetta o la reiterazione del delitto. Queste persone si incontreranno probabilmente al processo.<br />
Mediamente un incontro così fugace non è possibile per la vittima – e neanche per l’autore – comprendere che con quel reato si è consumata una vera e propria frattura sociale, le cui conseguenze vanno al di là della sua definizione processuale. Senza l’incontro, la riconciliazione, la riparazione, la giustizia è monca. Quello proposto è un tentativo di riavvicinare le due parti perché entrambe possano riflettere ed esprimersi sul significato, sugli effetti, sulle conseguenze, sulle sofferenze che quella frattura ha provocato. In tal senso, anche la presenza del pubblico è determinante, in quanto l’incontro e il tentativo di riappacificazione sono avvenimenti importanti sia per i protagonisti sia, soprattutto, per la società.</p>
<p>Progetto ideato e realizzato da CAST (Consulenza Animazione Spettacoli Teatrali), in collaborazione con il Comune di Torino e con la casa Circondariale Lorusso e Cutugno.</p>
<p>Prenotazione obbligatoria<br />
Le prenotazioni saranno chiuse il 18.11 (<a href="mailto:info@cast-torino.it" target="_blank">info@cast-torino.it</a> o 3456101583).<br />
Nel caso si intenda prenotare per più di una persona, è necessario fornire i dati di ciascuno (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico email).<br />
È necessario presentarsi all’ingresso per le ore 20.00, con un documento di identità valido.</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="center">Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito tranne la serata &#8220;Besciamella&#8221;<br />
di venerdì 25 novembre alla Casa del Quartiere.</p>
<p align="center">LA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL PROGETTO È AFFIDATA A COREP</p>
<p align="center"><a href="http://www.cineteatrobaretti.it/app/pdf/civilmente_2011.pdf" target="_blank">Scarica qui la locandina della rassegna</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1204/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1204&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Molti modi di essere uniche</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 01:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 20 settembre 2011, alle ore 17:45, la Biblioteca del Centro Studi Gruppo Abele C.so Trapani, 91 b ospiterà la presentazione del libro: Molti modi di essere uniche Percorsi di scrittura di sé per re-inventare l&#8217;età matura A cura di Barbara Mapelli, Lucia Portis, Susanna Ronconi Stripes, 2011 Negli anni Sessanta e Settanta, molte donne, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1198&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><small><span style="color:#330033;"><big><strong><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/09/moltimodidiessereuniche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1199" title="moltiModiDiEssereUniche" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/09/moltimodidiessereuniche.jpg?w=213&#038;h=300" alt="" width="213" height="300" /></a>Martedì 20 settembre 2011, alle ore 17:45, la Biblioteca del Centro Studi Gruppo Abele<br />
C.so Trapani, 91 b<br />
</strong></big></span></small></div>
<div align="center"><small><span style="color:#330033;"><big><strong>ospiterà la presentazione del libro:</strong></big></span></small></div>
<div align="center"><strong>Molti modi di essere uniche </strong><br />
<em>Percorsi di scrittura di sé per re-inventare l&#8217;età matura</em><br />
A cura di Barbara Mapelli, Lucia Portis, Susanna Ronconi<br />
Stripes, 2011</div>
<p style="text-align:center;"><em>Negli anni Sessanta e Settanta, molte donne, allora ragazze e giovani donne, furono protagoniste di uno straordinario momento di cambiamento, una “rivoluzione di genere” vissuta nelle più diverse dimensioni e modi.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Questo ha portato con sé la necessità di una ricostruzione personale, di forme alternative nelle relazioni, un ripensarsi come donne al di fuori dei copioni sociali. Per tale generazione di donne (e dopo di essa per le altre) nulla è più stato come prima e ora si trova a inventare la propria età matura.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Insieme alle autrici, collaboratrici scientifiche della LUA, sarà presente Valentina Porcellana, ricercatrice in Antropologia culturale, Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Torino. <span id="more-1198"></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify">Il libro nasce dall’esperienza maturata nell’ambito del progetto &#8220;<span style="color:#ff6600;">Re-inventare l’età matura</span>&#8220;, sostenuto dalla <a href="http://www.lua.it/" target="_blank">Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari</a> (LUA). Nello sviluppo della ricerca-azione attorno alla “seconda età adulta delle donne che negli anni Sessanta e Settanta uscirono dal bozzolo”, il progetto si è avvalso del metodo autobiografico. Il testo restituisce le premesse, gli obiettivi e le metodologie impiegate che hanno caratterizzato un progetto nel quale la con-ricerca, attraverso la narrazione di sé delle 126 donne partecipanti ai laboratori di scrittura personale, ha dato origine a processi generativi di nuovi significati, attribuiti ad ogni particolare vissuto e ad aperture verso nuovi scenari futuri sul piano dell’individualità e su quello collettivo.</p>
<p style="text-align:justify;" align="justify">Nei laboratori di scrittura autobiografica, disseminati in 10 città italiane (Abbiategrasso, Arco di Trento, Torino, Sesto Fiorentino, Arezzo, Foligno, Modena, Roma, Napoli e Palermo), le donne, comprese tra i 52 e i 70 anni, che hanno deciso di “mettersi in gioco”, sono state sollecitate a raccontarsi sulle apicalità della vita al femminile: il corpo, l’amore, la maternità, i lavori, la dimensione pubblica, le orme producendo circa 900 testi (scritture di transito,come sono state definite dalle autrici) in grado di ricostruire non solo le storie personali degli anni nei quali le donne furono protagoniste di una rivoluzione culturale ma di verificare le trasformazioni prodotte nell’oggi e quelle che potranno venire nella dimensione della vita che sarà.</p>
<p style="text-align:justify;">Essere soggetti attivi nel mutamento, per un miglioramento della società contemporanea, significa operare una riflessione sulla propria identità e specificità ma anche condividere con altri soggetti (donne, uomini, nuove generazioni) la propria esperienza maturata, le trasformazioni vissute, le soglie oltrepassate e rilanciare le scoperte compiute come valore fondativo del cambiamento possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Molti sono i temi (le salienze definite unità di senso rilevanti e ricorrenti da leggere nella filigrana delle narrazioni) tratti dall’analisi dei testi prodotti che ci conducono, attraverso la lettura di brani delle scritture originali, all’interno di una storia collettiva narrata a più voci dove ricordi personali si alternano a descrizioni dello sfondo storico-culturale di quegli anni che sembrano appartenere, causa l’oblio generale al quale sembra siano stati destinati per alcuni decenni, ad altra epoca storica.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong>N.B. </strong></span>Per motivi organizzativi, chi intende partecipare alla presentazione è invitato a mandare una mail di iscrizione all’indirizzo <a href="mailto:docum.cs@gruppoabele.org" target="_blank">docum.cs@gruppoabele.org</a>. Grazie!</p>
<iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=corso trapani 91 b torino&amp;aq=&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=19.310941,46.538086&amp;vpsrc=0&amp;ie=UTF8&amp;hnear=Corso Trapani, 91, 10141 Torino, Piemonte&amp;t=m&amp;z=14&amp;ll=45.068173,7.638457&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=corso trapani 91 b torino&amp;aq=&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=19.310941,46.538086&amp;vpsrc=0&amp;ie=UTF8&amp;hnear=Corso Trapani, 91, 10141 Torino, Piemonte&amp;t=m&amp;z=14&amp;ll=45.068173,7.638457&amp;source=embed" style="text-align:left">View Larger Map</a></small>
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		<title>Il Governo attacca le cooperative</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 01:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stato sociale esce con le ossa a pezzi dall&#8217;ultima manovra di questo governo. Comune a quasi tutti i singoli interventi proposti, vi è una palese violazione della Costituzione, che all&#8217;art.53 enuncia i principi fondamentali su cui si deve basare il sistema tributario nel paese: universalità dell’imposta, progressività del sistema tributario e uguaglianza del carico. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1192&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/09/finanziamenti-cooperative.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1193" title="finanziamenti-cooperative" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/09/finanziamenti-cooperative.jpg?w=249&#038;h=230" alt="" width="249" height="230" /></a>Lo stato sociale esce con le ossa a pezzi dall&#8217;ultima manovra di questo governo. Comune a quasi tutti i singoli interventi proposti, vi è una palese violazione della Costituzione, che all&#8217;art.53 enuncia i principi fondamentali su cui si deve basare il sistema tributario nel paese: universalità dell’imposta, progressività del sistema tributario e uguaglianza del carico.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;attacco al sistema cooperativistico è solo l&#8217;ultimo tassello di una serie di manovre che hanno come unico risultato quello di impoverire ancor di più gli strati medi e bassi della società. I risultati non sono soltanto servizi che verranno chiusi o dovranno operare in base ad una <em>mission</em> differente o fortemente ridimensionata in merito agli obiettivi. Trattandosi di una misura che potremmo definire strutturale, in quanto opera una modifica del principio di solidarietà di cui la cooperazione era uno dei principali artefici, produrranno una serie di modifiche negative nella gestione del personale impiegato. Ulteriori potremmo dire, in quanto già il sistema degli appalti spesso viziato, di fatto, da interessi politici ed economici &#8211; ad esempio con il ricorso al ribasso delle offerte &#8211; aveva in una certa misura colpito proprio i lavoratori ed i soci lavoratori, riversandosi sul cittadino nei termini di una minor qualità dei servizi o riducendo il reddito dei lavoratori a fronte di un carico di lavoro maggiore ove questa non si fosse (ancora) verificata.<span id="more-1192"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Se da un lato l&#8217;aspetto mutualistico era in forte crisi, traducendosi in una reale precarietà esistenziale del personale impiegato, dall&#8217;altro, questo nuovo attacco, fornisce le basi per un&#8217;ulteriore deregolamentazione del lavoro in maniera da renderlo assolutamente flessibile agli eventi già presenti, quali la perdita del valore dell&#8217;appalto o addirittura del rifinanziamento di un servizio, unito, oggi, all&#8217;erosione degli utili destinati allo sviluppo dell&#8217;impresa ed al reddito dei soci.</p>
<p align="JUSTIFY">La sostanziale tenuta complessiva del sistema delle cooperative rispetto alla crisi in atto, ha sicuramente invogliato il governo alla revoca delle agevolazioni fiscali, non tenendo in considerazione gli sforzi sostenuti dai soci e dai lavoratori che risultano essere i principali attori di questo risultato, attuato mediante la rinuncia ad utili individuali nel rispetto del carattere mutualistico. Il governo non ha voluto riconoscere come gli addetti delle cooperative già realizzassero un risparmio nella conduzione dei servizi, (quelli esternalizzati, ad esempio, rispetto alla precedente gestione pubblica) ed ha riversato parte del costo della manovra su lavoratori costretti a pagare doppiamente le misure “anticrisi” fin qui elaborate. Se da un lato, pertanto, è ben chiaro che a farne le spese saranno tutti i cittadini, lavoratori di cooperative in testa perché maggiormente vessati, dall&#8217;altro, una diretta conseguenza risulta essere l&#8217;ulteriore erosione dei diritti fondamentali in un sistema che disciplina l&#8217;erogazione di servizi nati per soddisfarli alla disponibilità economica per realizzarli.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo lontani, infatti dalla logica per cui la progettazione e costruizione di servizi era subordinata all&#8217;esistenza di un diritto sancito, la logica del capitale applicata al lavoro sociale si traduce in una progressiva erosione dei diritti fondamentali, cui fa termine la loro completa negazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Tali disastrose conseguenze tanto sul piano della solidarietà quanto su quello dei diritti, dei lavoratori e di tutti i cittadini, si traduce in una quota minima di incassi da parte dello Stato, al punto che la manovra appare viziata da precise condotte ideologiche tese a scontentare quell&#8217;elettorato che in maggioranza non vota l&#8217;attuale governo in carica, così come un settore la cui natura per quanto corrosa da un sistema basato principalmente sul profitto è fondato su basi differenti dalle proprie.</p>
<p align="JUSTIFY">Semmai ce ne fosse ancora bisogno tutto ciò rivela la naturale incapacità di questo governo ad elaborare una strategia d&#8217;uscita in quanto custode dell&#8217;interesse particolare di settori che proprio della crisi ne sono gli artefici.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1192/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1192&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Seroquel + Metadone, combinazione a rischio.</title>
		<link>http://cobspiemonte.wordpress.com/2011/08/24/seroquel-metadone-combinazione-a-rischio/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD, Post-Traumatic Stress Disorder) è definito come l&#8217;insieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico. Ciò implica che la diagnosi necessiti di sintomi conseguenti ad un evento critico, sebbene, ovviamente, non sia vero il contrario: la prevalenza nella popolazione generale è infatti di circa il 6,8%, in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1185&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/seroquelmetadone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1186" title="seroquel+metadone" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/seroquelmetadone.jpg?w=300&#038;h=94" alt="" width="300" height="94" /></a>Il <strong>disturbo post-traumatico da stress</strong> (PTSD, Post-Traumatic Stress Disorder) è definito come l&#8217;insieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico. Ciò implica che la diagnosi necessiti di sintomi conseguenti ad un evento critico, sebbene, ovviamente, non sia vero il contrario: la prevalenza nella popolazione generale è infatti di circa il 6,8%, in aumento nel caso di eventi bellici in corso o recenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Un&#8217;indagine del Military Times, infatti, ha trovato che la spesa dell’esercito americano per il Seroquel era aumentata di 7 volte in dieci anni e che per il 2009 erano stati spesi ben 8,6 milioni di dollari. Molto peggio la situazione tra i reduci, un <a href="http://health.yahoo.net/news/s/ap/us_veterans_sleep_drug">dispaccio</a> dell’Associated Press indica il farmaco come il quinto più venduto negli Stati Uniti e uno dei più usati dai reduci, come indica il Veteran Affairs Department secondo cui, dal 2007, occupa il primo posto nella lista della spesa con un incremento di oltre 8 volte in dieci anni: nel 2009, il VA ha speso 125 milioni di dollari per il Seroquel rispetto ai 14,4 milioni del 2001.<span id="more-1185"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il Seroquel, prodotto dalla AstraZeneca, ha come principio attivo la quietiapina, una dibenzodiazepina con azione neurolettica atipica, cioè con ridotti disturbi extrapiramidali (distonia acuta, acatisia, parkinsonismo, discinesia tardiva e rabbit syndrome), responsabile di un effetto antagonista sui recettori dopaminergici e serotoninergici. E’ indicato per il trattamento delle psicosi acute e croniche, inclusa la schizofrenia e gli episodi di mania associati a disturbo bipolare ma viene a volte associato nel trattamento delle sindromi di astinenza da oppiacei e nella cura dell’alcolismo. Dalla sua vendita la casa farmaceutica ricava circa 5,3 miliardi di dollari di cui 3,7 solo negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align:justify;">I reduci trattati con Seroquel e Metadone sono una parte rilevante e proprio l’associazione con altri farmaci, nonché le dosi massicce ingerite hanno indotto uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17502774">studio</a> pubblicato nel 2007 sulla Gazzetta di Psicofarmacologia Clinica. <strong>Questo studio ha trovato che il Seroquel aumenta significativamente i livelli di metadone nel plasma sanguigno</strong>. Ciò ha avuto seguito in relazione a un significativo numero di decessi tra i soldati trattati con Seroquel o entrambe le sostanze. Un altro studio, apparso a gennaio 2009 sul New England Journal of Medicine, associava un tasso di mortalità del 3 per mille nei pazienti trattati con antipsicotici. A dare <a href="http://pogoblog.typepad.com/pogo/2011/07/paging-dr-woodcockdr-janet-woodcockdo-you-have-any-clue-whats-happening-inside-the-fda.html">l&#8217;allarme</a> è stato un ricercatore, Paul Thacker, membro di <a href="http://www.pogo.org/">POGO</a> (Project On Government Oversight), un progetto di vigilanza indipendente e apartitico fondato nel 1981, che svolge indagini su corruzione, reati e conflitti di interesse con l’obiettivo di riportare il governo americano agli obblighi di trasparenza, responsabilità, efficacia ed eticità.</p>
<p style="text-align:justify;">Nonostante le evidenze scientifiche la  Dr.ssa Janet Woodcock, direttore del Centro per la Ricerca e Valutazione del farmaco (CDER) alla Food and Drug Administration aveva rilasciato una nota ufficiale secondo la quale non c&#8217;era nulla di cui preoccuparsi. Due mesi più tardi, il 10 luglio di quest’anno, la stessa casa farmaceutica ha aggiunto una controindicazione riguardante l’uso combinato di Seroquel e Metadone.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, secondo POGO sarebbe il caso di emettere pubblicamente una specifica avvertenza per medici e pazienti per informarli del rischio concreto, tenendo conto della complessità dell’applicazione di un farmaco che vanta un bugiardino ufficiale di ben 73 pagine.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alcune note sulla sindrome da disturbo post traumatico e la successiva evoluzione della psichiatria in Italia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Fonte: <a href="http://psicologiacacopedica.blogspot.com/2010/03/liberi-tutti-manicomi-e-psichiatri-in.html">psicologiacacopedica</a></p>
<p style="text-align:justify;">Il PTSD denominato anche <em>nevrosi da guerra</em>, proprio perché inizialmente riscontrato in soldati coinvolti in pesanti combattimenti o in situazioni belliche di particolare drammaticità. Nonostante vi fossero osservazioni cliniche anche durante la Guerra di Secessione Americana e nel conflitto cino-nipponico, è durante la prima guerra mondiale, sul fronte orientale italiano fu il teatro nel quale si dovette registrare la massiccia diffusione di tale disturbo, tanto erano cruente le battaglie in trincea, dove ai cecchini ed ai bombardamenti si erano via via aggiunti l’uso di lanciafiamme e gas nervini. Una situazione ben descritta nel film del 1970, “Uomini Contro”, diretto da Francesco Rosi ed interpretato, tra gli altri, da Gian Maria Volontè. Di chiara impronta pacifista e antiautoritaria, l&#8217;opera mette in luce la follia della guerra e, come lo stesso regista afferma, incontrò non poche difficoltà al tempo della sua prima diffusione nelle sale proprio in relazione al clima politico di quel periodo.</p>
<p style="text-align:justify;">Agostino Gemelli fece tante cose nella vita. Prima di fondare, nella Milano del 1921, l&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, il frate francescano era stato un militante socialista di belle speranze, pupillo di Filippo Turati e Anna Kuliscioff. Ed era stato un promettente laureato in medicina, allievo a Pavia dell&#8217;istologo Camillo Golgi, il futuro premio Nobel. Dopodiché, durante la Prima guerra mondiale, padre Gemelli si era fatto – da ufficiale medico della Sanità militare – alfiere della crociata antiteutonica. Distaccato presso il Comando supremo di Udine, aveva percorso le retrovie del fronte con la divisa sopra la tonaca, benedicendo e comunicando in massa i soldati del Carso. Da psicologo sperimentale, aveva inoltre messo in piedi un Gabinetto per le ricerche psicofisiologiche sull&#8217;aviazione, lavorando alla selezione attitudinale dei nostri primi piloti di guerra.<br />
Pioniere italiano della medicina aeronautica, padre Gemelli fu anche un antesignano della &#8220;psicologia militare&#8221;, come suonava il sottotitolo di un suo libro del 1917. Riconobbe nel fronte un ospedale a cielo aperto, dove a psicologi e psichiatri era dato di compiere un&#8217;esperienza clinica eccezionale. Perché nella bolgia delle trincee, tra il fragore degli obici e nella poltiglia dei morti, poteva capitare a chiunque di perdere il senno: non occorrevano chissà quali tare, congenite o ereditarie. Diffuse tra gli ufficiali almeno altrettanto che fra i soldati, le nevrosi di guerra obbligavano la scienza medica a ripensare dalle fondamenta il problema del disagio psichico. Fuori d&#8217;Italia, la Grande Guerra segnò effettivamente una svolta nella storia della follia. Lo spettacolo di tanti uomini &#8220;normali&#8221; resi alienati dalle trincee spinse i medici ad accreditare l&#8217;ipotesi di un&#8217;origine psichica del disturbo mentale. Quanto l&#8217;alienistica ottocentesca si era ostinata a imputare all&#8217;uno o all&#8217;altro difetto visibile nella costituzione dei corpi, la psichiatria novecentesca cercava ormai di spiegare con le invisibili dinamiche della mente. Ma in Italia, il trauma della Prima guerra mondiale non bastò a inficiare un radicatissimo, lombrosiano pregiudizio organicista. Nei manicomi, il disturbo mentale continuò a essere trattato come fatto costituzionale piuttosto che psicogenetico. Nelle cliniche universitarie, i neurologi restarono assolutamente egemoni rispetto agli psichiatri. E la qualità stessa della ricerca medica italiana negli anni Venti e Trenta, almeno in settori come la biochimica e l&#8217;endocrinologia, ritardò i progressi di un approccio nuovo alla malattia mentale.</p>
<p style="text-align:justify;">È una storia singolare, quella della via italiana alla psichiatria moderna. Storia fatta di gravi ritardi, per la forza di tutta una tradizione organicistica e biologistica, ma anche di notevoli accelerazioni, per l&#8217;originalità di certe scoperte scientifiche e di certe esperienze cliniche. Storia fatta pure di serendipity, di trovate inattese. Come quando, nell&#8217;Italia &#8220;autarchica&#8221; del 1938, l&#8217;esigenza di risparmiare sulle terapie somatiche più costose promosse l&#8217;invenzione, per opera di Ugo Cerletti, di una cura d&#8217;urto tanto impressionante quanto economica, e all&#8217;apparenza così efficace da fare scuola nel mondo intero: l&#8217;elettroshock. Storia anche drammatica, e non soltanto per le decine di migliaia di pazienti imprigionati nelle camicie di forza o attraversati dalla corrente a 120 volt. Nel 1938, l&#8217;anno stesso in cui la psichiatria italiana si segnalava al mondo per la tecnica dell&#8217;elettroshock, le leggi razziali condannavano al prepensionamento o all&#8217;esilio il fior fiore della nostra scienza psichiatrica e psicanalitica: medici di &#8220;razza ebraica&#8221; come Levi Bianchini, Modena, Weiss, Artom, Servadio, Arieti, Musatti, e altri ancora.<br />
Dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale sarebbe toccato proprio a Cerletti – l&#8217;inventore dell&#8217;elettroshock – di indicare per primo, nel 1949, la via di una riforma radicale dell&#8217;assistenza manicomiale, e di farlo sulla base di un paragone choccante: i manicomi erano come i lager. Lungi dal curare il disagio psichico, la privazione della libertà non poteva che aumentarlo. Da qui, cioè dalla ripulsione per ogni universo concentrazionario, lo sviluppo di teorie psichiatriche che si fecero strada anche in Italia durante gli anni Cinquanta. L&#8217;assistenza mentale doveva compiersi sul territorio prima che in manicomio, e doveva compiersi oltre il manicomio: da un lato, prevenendo nei malati l&#8217;aggravamento dei sintomi; dall&#8217;altro lato, favorendo una reinserzione sociale dei pazienti dimessi.<br />
Tutto ciò sarebbe stato impensabile senza l&#8217;avvento degli psicofarmaci, che appunto nel corso degli anni Cinquanta trasformarono profondamente il paesaggio manicomiale: rendendo docili i pazienti agitati, e creando dunque le condizioni sia per un progressivo abbandono delle pratiche coercitive, sia per l&#8217;instaurazione di un dialogo fra medici e pazienti. Fuori dai manicomi, una realtà d&#8217;avanguardia fu quella della Cattolica di Milano, dove all&#8217;Istituto di Psicologia dell&#8217;ormai anziano padre Gemelli approdò come assistente un giovane medico d&#8217;eccezione, Pier Francesco Galli: l&#8217;antesignano della psicoterapia in Italia, oltreché lo sdoganatore culturale della psicanalisi. Ma anche altrove, da Varese a Bologna, da Padova a Firenze, da Genova a Perugia, molto si discuteva allora di &#8220;politica di settore&#8221;, formazione degli infermieri e degli assistenti sociali, lavoro d&#8217;équipe, presidi extraospedalieri. Insomma, il trattamento della malattia mentale veniva finalmente concepito nella prospettiva di un&#8217;apertura dell&#8217;universo manicomiale: da frati di clausura, si diceva, gli psichiatri dovevano trasformarsi in frati zoccolanti&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Dapprima l&#8217;«Italietta» giolittiana, tanto ansiosa di difendersi dal «pubblico scandalo» dei malati di mente da investire i direttori dei manicomi, con una legge del 1904, del ruolo di onnipotenti guardiani della follia. Poi l&#8217;Italia fascista, dove la riforma Gentile decretò ufficialmente la riduzione del sapere psichiatrico a una branca del sapere neurologico. Quindi l&#8217;Italia democristiana, con le sue prime, prudenti aperture verso la psicoterapia e la psicanalisi. Infine l&#8217;Italia del Sessantotto e dintorni, dove la spinta dei &#8220;movimenti&#8221; produsse una critica integrale dell&#8217;istituzione manicomiale: sino alla cosiddetta «legge Basaglia» del 1978, che smantellò il principio stesso della pericolosità sociale dei malati di mente.</p>
<p style="text-align:justify;">Soltanto se collocata su tale sfondo, la &#8220;rivoluzione&#8221; di Franco Basaglia – la negazione di ogni funzione clinica dell&#8217;ospedale psichiatrico, e la lotta per la sua distruzione istituzionale – acquista un significato storicamente plausibile: non l&#8217;alzata d&#8217;ingegno di un singolo medico, visionario o velleitario, geniale o maledetto, ma l&#8217;interpretazione estremizzata di un movimento collettivo. A Gorizia dal 1961, a Trieste dal &#8217;71, l&#8217;ex neurologo universitario deriso dai colleghi come &#8220;filosofo&#8221; scelse di abbattere le inferriate, aprire i reparti maschili e femminili, togliere i camici a medici e infermieri, coinvolgere i malati nella gestione quotidiana del manicomio. Soprattutto, scelse di annullare la verticalità del rapporto medico-paziente, in una comunità terapeutica orizzontale dove si parlava, si viveva, si decideva in gruppo. Dove addirittura si volava in gruppo: come nella sorprendente, straordinaria &#8220;festa del volo&#8221; organizzata da Basaglia nel &#8217;75, una gita aerea di pazienti triestini su un DC9 imprestato dall&#8217;Alitalia. Quasi una risposta simbolica al padre Gemelli della Grande Guerra, come a dire: non tutti hanno le doti per essere piloti d&#8217;aeroplano, ma tutti hanno il diritto di essere passeggeri.<br />
La storia successiva è più nota della precedente, così che non serve rievocarla qui: è la storia di un&#8217;anti-psichiatria che nell&#8217;Italia dei &#8220;movimenti&#8221; arrivò a coinvolgere l&#8217;opinione pubblica sino a farsi cultura diffusa, e che nel 1978 sboccò sull&#8217;approvazione, a stragrande maggioranza parlamentare, della legge 180, la famosa «legge Basaglia». Una normativa di cui oggi – trent&#8217;anni dopo – si vedono tutti i limiti, nella misura in cui la decisione di chiudere i manicomi non venne sostenuta da politiche adeguate di accompagnamento terapeutico sul territorio. Ma una normativa che le società odierne, minacciate dalla crescita del disagio psichico, possono riconoscere tanto più corretta nella sua filosofia di fondo: perché <strong>in quanto individuo esposto all&#8217;umana sofferenza, ognuno di noi può diventare &#8220;matto&#8221; da un momento all&#8217;altro</strong>.</p>
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		<title>Valdesi: l&#8217;Italia &#8220;un paese che sprofonda nel baratro dell’ingiustizia sociale”</title>
		<link>http://cobspiemonte.wordpress.com/2011/08/22/valdesi-litalia-un-paese-che-sprofonda-nel-baratro-dell%e2%80%99ingiustizia-sociale%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 13:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni/Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono iniziati i lavori del sinodo delle chiese metodiste e valdesi, che si tiene a Torre Pellice (TO) dal 21 al 26 agosto apre con un chiaro e forte riferimento alla crisi in atto. Ieri, l’apertura di Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Una cruda analisi dello stato sociale mozzato dai [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1178&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/sinodo-valdese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1179" title="sinodo valdese" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/sinodo-valdese.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a>Sono iniziati i lavori del sinodo delle chiese metodiste e valdesi, che si tiene a Torre Pellice (TO) dal 21 al 26 agosto apre con un chiaro e forte riferimento alla crisi in atto.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri, l’apertura di Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Una cruda analisi dello stato sociale mozzato dai tagli ed in forte crisi e un&#8217;accusa alle recenti manovre di aggiustamento,  ma anche un incitamento a trovare una soluzione perché <em>“non siamo affatto dentro una situazione rigida”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“<strong>La gravità della situazione globale ci mette di fronte a un mondo corrotto e perduto, globalizzato solo nel profitto</strong>. Centocinquant’anni fa si lottava per un’Italia fondata su una nuova comunità capace di aiutare l’emancipazione dei più deboli. Oggi assistiamo impotenti allo spettacolo di un paese che smarrisce ogni giorno di più il senso della propria storia, che sprofonda nel baratro dell’iniquità, dell’ingiustizia economica e sociale, prono di fronte all’arroganza del potere e della ricchezza, risucchiato tra le maglie degli egoismi, delle rivendicazioni corporative, degli insulti, delle volgarità, delle menzogne, ferito dalla propaganda razzista […] Folle stanche e sfinite. Dai pensionati ai giovani che studiano e già sanno che dovranno emigrare, o gli operai di cui troppo frettolosamente si è dichiarata l’estinzione salvo poi voler modificare lo Statuto dei lavoratori, a quei ceti medi i cui risparmi non saranno più in grado di garantire un futuro migliore ai figli”.</em> Bisogna partire <em>“dai più deboli, dai non garantiti, da chi non ha neppure la possibilità di piazzarsi al nastro di partenza della corsa per il benessere, da chi precipita verso le crepe della società”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se una reazione a questa crisi si percepisce, allora va trovata nei “<em>protagonisti nuovi […] gli operai dell’ultima ora che ricevono la stessa paga di quelli della prima ora; i servitori indebitati; quelli che abbattono i confini convenzionali dell’amore e dell’identità di gruppo</em>”. La partecipazione democratica ai referendum di giugno, la difesa del <em>“bene comune”</em> , ma anche i movimenti per la democrazia dell’area magrebina vengono visti come l’embrione di una lotta alla crisi globale che stiamo attraversando.<span id="more-1178"></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Rincara la dose la moderatrice del tavolo, Maria Bonafede. <em>“Si finge che la cancellazione delle feste laiche come il 25 aprile o il 1° maggio sia motivata dal risparmio, ma si tratta in realtà di un disegno oscurantista […] Si tratta di date che ricordano perlopiù la fine del fascismo, e accompagnarle a una giornata libera dal lavoro è un segno di civiltà. Inoltre, le misure immaginate dal governo sembrano dare per scontato che le ricorrenze cristiane e in particolare quelle cattoliche siano universali per gli italiani, il che è sempre meno vero. E’ un progetto sbagliato che toglie laicità a un’Italia che, invece, ne ha molto bisogno […] Siamo gravemente preoccupati per lo spettacolo a volte deprimente offerto dalla nostra classe politica. Non siamo abituati a generalizzare, e certo non iniziamo oggi, ma ci pare che la crisi di credibilità e la debolezza di visione attraversino tutti gli schieramenti. Occorrono idee, professionalità, energie morali, volti nuovi&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Stasera alle 21 presso il tempio valdese, si terrà una serata pubblica promossa dalla Tavola Valdese dal titolo &#8221;L&#8217;Italia s&#8217;è desta. Il nostro passato, il nostro futuro&#8221;. Interverranno il sindacalista, Jean Bilongo, la giornalista Tana De Zulueta, il filosofo Mario Miegge, la studiosa di filosofoia sociale Debora Spini, e l&#8217;attore Moni Ovadia. Modera Gian Mario Gillio, direttore della rivista &#8221;Confronti&#8221;; conclusioni a cura di Maria Bonafede, moderatora della Tavola Valdese. Intermezzi musicali a cura del quintetto &#8221;Architorti&#8221; e delle Corali Valdesi delle Valli e di Torino.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1178/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1178&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una contromanovra per il sociale: le proposte della FISH</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 08:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Scongiurare il default dei servizi sociali in Italia! Questo è l’obiettivo prioritario espresso dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel proprio documento di controproposte ad una Manovra che rischia di causare molti (altri) danni alle politiche sociali nel nostro Paese. Il timore più forte non è tanto nell’articolato del Decreto, quanto nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1173&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;" align="center"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/fish.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1174" title="FISH" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/fish.png?w=300&#038;h=55" alt="" width="300" height="55" /></a>COMUNICATO STAMPA</p>
<p><strong>Scongiurare il default dei servizi sociali in Italia!</strong> Questo è l’obiettivo prioritario espresso dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel <strong>proprio documento</strong> di controproposte ad una Manovra che rischia di causare molti (altri) danni alle politiche sociali nel nostro Paese.</p>
<p>Il timore più forte non è tanto nell’articolato del Decreto, quanto nella <strong>riforma assistenziale e fiscale</strong> per la quale il Governo chiederà la delega per  <strong>recuperare 24 miliardi</strong> in due anni, pena il taglio della quasi totalità delle agevolazioni fiscali ora riconosciute ai contribuenti italiani.</p>
<p>Una bozza di <strong>delega sulla riforma fiscale e assistenziale</strong> esiste già. Vi si prevede di intervenire sull’ISEE, sulla definizione di <strong>“stato di bisogno”</strong>, sull’armonizzazione dei servizi per “evitare sovrapposizioni”, di interventi sui criteri di accesso all’<strong>indennità</strong> <strong>di accompagnamento</strong>, sul ruolo del enti non profit in una <strong>logica di  welfare caritatevole</strong>. Tutto quanto basta per causare danni!</p>
<p>La FISH ritiene, sulla base di ben altri motivi e necessità, che la <strong>riforma dell&#8217;assistenza</strong> sia <strong>necessaria e urgente</strong>, ma che vada affrontata in una <strong>logica molto diversa</strong> e soprattutto con la priorità dei <strong>diritti dei cittadini</strong> e della <strong>qualità dei servizi</strong>. La riforma <strong>non può essere approntata con il solo intento di risparmio</strong> e in modo emergenziale.<span id="more-1173"></span></p>
<p>La replica a questa irremovibile posizione di FISH è prevedibile: <strong>dove trovare quei 24 miliardi che servono entro due anni?</strong> Nel documento la FISH indica le possibili soluzioni per <strong>un recupero ben superiore</strong> e tale anche da <strong>evitare il taglio agli enti locali di ben 18,8 miliardi</strong> (su tre anni). Un taglio quest’ultimo che si abbatterà sui servizi per i Cittadini e, in modo più grave, se sono anziani non autosufficienti o disabili. Inaccettabile.</p>
<p>Nel documento la FISH indica con decisione il contrasto all’evasione fiscale, proponendo un <strong>Piano straordinario di controllo sugli evasori</strong>, simile a quello che è stato avviato contro i “falsi invalidi” (800mila controlli in 4 anni), un controllo che parta dalle categorie che si sono dimostrate più permeabili all’evasione. La FISH propone di abbassare il limite di pagamento per la <strong>tracciabilità</strong> (1000 euro) e di <strong>abbassarlo ulteriormente</strong> quando il pagamento sia relativo a <strong>prestazioni o servizi</strong>.</p>
<p>Ma la FISH suggerisce anche <strong>una diversa tassazione sulle rendite finanziarie</strong>, legate all’aliquota IRPEF dei percettori. Caldeggia la revisione della “tassa di solidarietà” considerando i grandi patrimoni. Invita ad applicare da subito l’<strong>innalzamento delle aliquote IVA</strong> e di <strong>aumentare le aliquote sulle tasse di successione</strong> per i grandi patrimoni (sopra i due milioni e mezzo di euro). Sembra equa e sostenibile anche <strong>un’imposta aggiuntiva del 10%</strong> sui capitali rientrati dall’estero grazie allo <strong>scudo fiscale</strong>.</p>
<p>Un’ulteriore indicazione riguarda le <strong>Aziende Municipalizzate.</strong> Senza mezzi termini il documento della Federazione annota come troppo spesso le Municipalizzate abbiano rappresentato una “valvola di sfogo” per la cosiddetta “partitocrazia” con <strong>consigli di amministrazione ridondanti</strong>, un <strong>eccesso di dirigenti</strong> sistemati dalle segreterie dei partiti mentre manca un numero adeguato di tecnici con specifica competenza. Non è sufficiente privatizzarle. Bisogna indicare linee essenziali perché questi fenomeni non si ripetano e venga garantito il controllo da parte della cittadinanza.</p>
<p>La Federazione interverrà presso tutti i soggetti istituzionali e presso i Parlamentari per evidenziare le proprie proposte, ma ha già deliberato l’intenzione di una <strong>mobilitazione generale</strong>, se necessaria, con la quale rendere ancora più evidente la propria posizione e le proprie proposte.</p>
<p>Il documento &#8220;<strong><a href="http://www.fishonlus.it/files/2011/08/fish_manovra_bis.pdf">Manovra-bis: salvare le politiche sociali &#8211; Le proposte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap</a></strong>&#8221; è consultabile nel sito della FISH &#8211; <a href="http://www.fishonlus.it/">www.fishonlus.it</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1173/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1173&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Carceri: un giorno di sciopero totale della fame e della sete</title>
		<link>http://cobspiemonte.wordpress.com/2011/08/14/1144/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 07:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Radicali.it Carceri: salgono a oltre 1600 le adesioni allo sciopero totale della fame e della sete del 14 agosto, per la convocazione straordinaria del Parlamento. Domani Bonino, Bernardini, Stanzani, Staderini e Ciccarelli saranno al carcere di Rebibbia Giungono di ora in ora nuove adesioni alla giornata di sciopero totale della fame e della sete [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1144&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/carcere-140811.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1145" title="carcere 140811" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/carcere-140811.jpg?w=300&#038;h=162" alt="" width="300" height="162" /></a>Fonte: <a href="http://www.radicali.it/comunicati/20110813/carceri-salgono-oltre-1600-adesioni-allo-sciopero-totale-della-fame-della-sete-d">Radicali.it</a></p>
<p style="text-align:justify;" align="center"><strong>Carceri: salgono a oltre 1600 le adesioni allo sciopero totale della fame e della sete del 14 agosto, per la convocazione straordinaria del Parlamento. Domani Bonino, Bernardini, Stanzani, Staderini e Ciccarelli saranno al carcere di Rebibbia</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Giungono di ora in ora nuove adesioni alla giornata di sciopero totale della fame e della sete digiuno del 14 agosto per chiedere la convocazione straordinaria del Parlamento, I partecipanti, che sono ora oltre 1600, chiedono che venga dato seguito alle parole del Presidente della Repubblica che, in occasione del recente convegno al Senato “Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano”, ha definito quella della giustizia e delle carceri “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”.</p>
<p style="text-align:justify;">La mobilitazione cresce tra i dirigenti penitenziari. Dopo l’appello di <strong>Enrico Sbriglia</strong>, direttore del carcere di Trieste, sono giunte le adesioni di <strong>Domenico Arena</strong>, direttore del carcere di Alessandria e di <strong>Massimo Di Rienzo</strong> (Lanciano, Chieti) <strong>Paolo Basco</strong> (Arezzo) <strong>Ottavio Casarano</strong> (Livorno) <strong>Claudia Clementi</strong> (Pesaro) <strong>Antonio Gelardi</strong> (Augusta) <strong>Cristina Morrone</strong> (Grosseto) <strong>Rosario Tortorella</strong> (Catania Piazza Lanza) <strong>Luigi Morsello</strong> (ex direttore Potenza) <strong>Ione Toccafondi</strong> (Bologna) <strong>Margherita Michelini</strong> (Empoli) <strong>Letizia Bellelli</strong> (Enna).<span id="more-1144"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Nel comunicare la sua adesione, la direttrice del carcere di Enna Letizia Bellelli ha inviato ieri notte la seguente dichiarazione:</p>
<p style="text-align:justify;">“Cara onorevole Bernardini, come succede per i personaggi di Yehoshua, essere <em>responsabile</em> di un microcosmo difficile come è il carcere significa non tanto essere &#8220;il&#8221; colpevole o il comodo capro espiatorio, ma, piuttosto, portare attivamente il peso di un imperativo morale. Le comunico, quindi, la mia adesione alla manifestazione del 14 agosto. Cordialmente, Letizia Bellelli”.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo stesso concetto era stato espresso l’altro ieri da Enrico Sbriglia, Segretario Nazionale Sindacato Direttori e Dirigenti Penitenziari (Sidipe) in una toccante lettera aperta ai propri colleghi, in cui fra l’altro si diceva:</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Care colleghe, cari colleghi, [...] non potevo fare altrimenti nei riguardi di quanti hanno mostrato di comprendere le nostre difficoltà e hanno spiegato ai detenuti, ai loro familiari, all’opinione pubblica, a coloro che osservano il mondo delle carceri, che non avevamo dirette responsabilità e che non volevamo essere ridotti al silenzio”.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra i primi promotori dell’iniziativa, oltre a <strong>Marco Pannella</strong>, che continua a dare corpo e anima a questa campagna di legalità e libertà, alla vice-presidente del Senato <strong>Emma Bonino</strong> e allo stesso <strong>Sbriglia</strong>, la deputata radicale <strong>Rita Bernardini</strong>, <strong>Luigi Manconi</strong> presidente di A Buon Diritto, <strong>Ornella Favero</strong> presidente di Ristretti Orizzonti, <strong>Patrizio Gonnella</strong> presidente di Antigone, <strong>Eugenio Sarno</strong> Segretario della UIL-PA Penitenziari, <strong>Leo Beneduci</strong> Segretario Generale OSAPP (Polizia Penitenziaria) <strong>Francesco Quinti</strong> responsabile nazionale comparto sicurezza Cgil-Fp, <strong>Sergio Stanzani</strong> presidente del Partito radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, <strong>Mario Staderini</strong> segretario di radicali italiani, <strong>Sergio D’Elia</strong> segretario di Nessuno tocchi Caino, <strong>Riccardo Arena</strong> conduttore su Radio Radicale della rubrica Radio Carcere, <strong>Irene Testa</strong> segretaria Associazione radicale “Il Detenuto Ignoto”, <strong>Elisabetta Laganà</strong> presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, <strong>Sandro Favi</strong> responsabile carceri PD, <strong>Sandro Battisti</strong>, responsabile carceri Alleanza per l’Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">Hanno aderito fra gli altri i seguenti parlamentari:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Jean-Leonard Touadì</strong> (PD) <strong>Marcello de Angelis</strong> (PdL) <strong>Marco Perduca</strong> (Radicali-PD) <strong>Andrea Orlando</strong> (PD) <strong>Salvo Fleres</strong> (PD) <strong>Stefano Esposito</strong> (PD) <strong>Renato Farina</strong> (PdL) <strong>Enrico Gasbarra </strong>(PD) <strong>Alessandro Bratti</strong> (PD)<strong>Chiara Braga</strong> (pd) <strong>Antonio Buonfiglio</strong> (FLI) <strong>Lucio Malan</strong> (PdL) <strong>Roberto Giachetti</strong> (PD) <strong>Giuseppe Berretta</strong> (PD) <strong>Benedetto Della Vedova</strong> (FLI) <strong>Furio Granata</strong> (FLI) <strong>Elena Centemero</strong> (PdL) <strong>Raffaella Mariani</strong> (PD)</p>
<p style="text-align:justify;">e i consiglieri regionali:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Giuseppe Rossodivita</strong> (Radicali, Lazio) <strong>Angelo Bonelli</strong> (Verdi, Lazio) <strong>Mario Abruzzese</strong> (PdL, presidente consiglio regionale Lazio) <strong>Raffaele D&#8217;Ambrosio</strong> (Udc, Lazio), <strong>Luigi Nieri </strong>(SeL, Lazio) <strong>Chiara Colosimo</strong> (Pdl, Lazio).</p>
<p style="text-align:justify;">Si sono poi aggiunti in queste ore <strong>Franco Corleone</strong> garante detenuti Firenze e coordinatore garanti territoriali, gli esponenti del PRC <strong>Giovanni Russo Spena</strong> e <strong>Maurizio Acerbo </strong>(cons. reg. Abruzzo), <strong>Maria Bonafede</strong> moderatrice della Tavola Valdese, <strong>Gian Maria Gillio</strong> direttore della rivista Confronti, <strong>Cesare Salvi</strong> (Socialismo 2000) <strong>Paola Balducci</strong> e <strong>Marco Boato</strong> già parlamentari dei Verdi, Sergio Segio del Gruppo Abele, <strong>Salvatore Bonadonna</strong> già parlamentare PRC, <strong>Paolo Garofalo</strong> sindaco di Enna.</p>
<p style="text-align:justify;">Allo sciopero della fame e della sete del 14 agosto hanno aderito, oltre ai direttori penitenziari, persone che a vario titolo si occupano di carcere: agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani, rappresentanti delle istituzioni o del mondo dell’associazionismo, ma anche tanti detenuti “ignoti” insieme alle loro famiglie e tanti comuni cittadini che continuano a credere nella Costituzione e nello Stato di diritto.</p>
<p style="text-align:justify;">QUESTO IL  <a href="http://www.radicali.it/modulo/14-agosto-sciopero-totale-fame-sete-giustizia-carceri-pannella">LINK</a> AL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1144/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1144&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Immigrati a Milano: se ne occuperà il Comune</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 13:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/milano-immigrati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1138" title="Milano immigrati" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/milano-immigrati.jpg?w=300&#038;h=215" alt="" width="300" height="215" /></a>Fonte: <a href="http://salute.aduc.it/notizia/immigrati+milano+prefettura+comune+gestione_123659.php">Aduc</a></p>
<p style="text-align:justify;">Trent&#8217;anni fa gli immigrati erano 21 mila, 1 su 100, oggi sono 1 su 6, non considerando la quota che grazie alla Bossi-Fini è costretta alla clandestinità. Gli immigrati, in prevalenza, sono asiatici (74 mila di cui 32 mila filippini e 18 mila cinesi) e africani (46 mila, dei quali 27 mila egiziani), 45 mila gli europei (rallenta la crescita dei romeni e si registra un boom doppio di ucraini) e 42 mila quasi americani e soprattutto sudamericani. Trent’anni fa circa, nel ’79, erano gli svizzeri gli stranieri più rappresentati (1.673), seguiti da tedeschi (1.274) e britannici (788) a fronte di 300 mila residenti in più di quelli di oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">Crescono gli stranieri, diminuiscono i milanesi. A scattare la fotografia della popolazione meneghina è l&#8217;Ufficio statistica del Comune che, con uno studio del 2010, registra che gli immigrati all&#8217;ombra della Madonnina raggiungono quota 208 mila, sfiorando il 16% dei residenti. Quasi 9 mila i nuovi stranieri entrati in città nel 2010. Al 31 luglio 2010, la città aveva confermato il trend già registrato in passato: <strong>la crescita è dovuta solo agli stranieri</strong>.<span id="more-1137"></span> La popolazione italiana infatti è passata da 1.107.189 a 1.105.310 individui. Contemporaneamente quella straniera, rappresentata da 155 Paesi diversi, è passata da 199.372 a 208.021, pari al 16% dei residenti (1.313.000) a fronte di una media nazionale che è intorno al 6,5%. Un bel da fare, alla luce di leggi che non permettono l’emersione da una condizione irregolare e con ampi problemi legati ai cosiddetti “profughi” e richiedenti asilo, tutelati da leggi internazionali spesso inadeguate a garantire loro i diritti di cui godono. Una situazione complessa, che nonostante tutto vede, oggi, la giunta Pisapia a farsene carico attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali e quello alla Protezione Civile. D&#8217;ora in avanti sarà il Comune anziché la Prefettura a coordinare e garantire gli interventi di assistenza.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/pierfrancesco-majorino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1139" title="Pierfrancesco Majorino" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/pierfrancesco-majorino.jpg?w=120&#038;h=96" alt="" width="120" height="96" /></a>&#8220;<em>Vogliamo uscire dalla logica dell&#8217;emergenza</em> &#8211; spiega l&#8217;assessore per le Politiche sociali e i Servizi per la Salute <strong>Pierfrancesco</strong><strong> Majorino</strong> &#8211; <em>con cui è stato affrontato finora l&#8217;arrivo dei profughi. Milano ha la possibilità di accogliere queste persone con serenità e senso di responsabilità, rispettando la nostra Costituzione, la Convenzione di Ginevra e la normativa italiana in materia di richiedenti asilo. Una adeguata assistenza, peraltro, è il modo migliore per evitare situazioni di tensione come accaduto nel Sud Italia</em>&#8220;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1137&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Droga, la giustizia sbagliata</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 12:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Blog di Fuoriluogo Franco Corleone scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011. Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1168&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-1899">
<p><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/franco-corleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1169" title="Franco Corleone" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/franco-corleone.jpg?w=199&#038;h=300" alt="" width="199" height="300" /></a>Fonte: <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/08/10/droga-la-giustizia-sbagliata/">Blog di Fuoriluogo</a><em></em></p>
<p><em>Franco Corleone scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011.</em></p>
<div>
<p>Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe Fiorello) è arrestato e, nonostante la sua innocenza, riconosciuto colpevole di traffico di droga in ben tre gradi di giudizio.<br />
Il drammatico equivoco nasce dall’errata identificazione di un’auto sospetta e il malcapitato sarto viene arrestato e subito picchiato selvaggiamente dai carabinieri. La via crucis ha inizio: il pestaggio non scandalizza nessuno perché “giustificato” dalla rabbia dei rappresentanti dell’ordine per la recente morte di un collega vittima della criminalità. Sarebbe facile riconoscere l’estraneità dell’innocente ai fatti addebitati se il pubblico ministero e lo stesso avvocato (capace solo di suggerire la scorciatoia del patteggiamento) non fossero accecati dal pregiudizio e dalla volontà di ripulire il mondo. Accade così che le prove dell’innocenza non siano neppure prese in considerazione di fronte alla parola di sei carabinieri e il protagonista è sbattuto in carcere con una condanna a diciotto anni.<span id="more-1168"></span><br />
Il film mette in luce diversi nodi della crisi della giustizia, ad iniziare dalla sudditanza del PM nei confronti delle forze dell’ordine. Ma l’aspetto fondamentale è il conflitto palese fra la logica di “guerra” che guida l’azione degli apparati di repressione, da un lato, e le ragioni della giustizia, dall’altro. Non a caso, anche quando il capitano dei Carabinieri che ha operato l’arresto, insieme ad un suo sottoposto, si accorgono dell’errore di identificazione, preferiranno tacere per non “indebolire” la lotta alla droga e ai trafficanti di morte. Insomma, agli occhi del capitano, eroe della lotta alla criminalità, la crociata del Bene contro il Male giustifica anche la distruzione della vita di un innocente.<br />
Sarebbe troppo facile liquidare la storia addebitandola alla classica mela marcia. Il veleno è più diffuso e risiede nell’ideologia bellica imperante che stravolge la corretta applicazione di una legge penale. C’è di più. Gli strappi antigarantisti contenuti nel corpo stesso della legislazione “emergenziale” sulle droghe, se da un lato sono lo specchio della logica guerriera, dall’altro facilitano l’abuso e la sopraffazione. Quando la legge consente gli acquisti simulati, le notifiche ritardate, le infiltrazioni degli agenti, si spalanca il tunnel delle “operazioni eccezionali”, dei rapporti pericolosi con pentiti, provocatori e criminali. Così si spiegano altri scandali simili a questo: come la vicenda del capo dei Ros, il generale Ganzer, condannato a 14 anni di carcere per falsi sequestri a scopo di propaganda mediatica e di autopromozione e per collusione con spacciatori. Il generale è rimasto comunque tranquillamente al suo posto. Come si vede son tante le caste e le cosche!<br />
Ancora, lo sceneggiato televisivo offre una coraggiosa denuncia della violenza presente nelle carceri, a cominciare dal comportamento da aguzzino del direttore. Da notare: ci vorranno ben cinque anni per smascherare gli errori e le menzogne del capitano dei Carabinieri e per ottenere la revisione del processo. Il processo veloce e la certezza della pena sono una realtà riservata ai tanti Stefano Cucchi che riempiono le carceri italiane.</p>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cobspiemonte.wordpress.com/1168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cobspiemonte.wordpress.com/1168/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1168&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;ombra d&#8217;Alberoni sopraggiunsero Vasco e Serpelloni&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 14:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento operatori bassa soglia piemonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa storia inizia con “l’illuminato” articolo del sociologo Francesco Alberoni secondo il quale “Tutta la musica italiana, anche negli anni Sessanta, da Modugno a Endrigo a Mina a Battisti, esprime i sentimenti abituali, l’amore. Il rock no. È americano, nasce dall’espansione di sé, dal superamento delle emozioni normali. È espressione di esperienze parossistiche possibili solo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cobspiemonte.wordpress.com&amp;blog=15102968&amp;post=1128&amp;subd=cobspiemonte&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/eden.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1132" title="Eden" src="http://cobspiemonte.files.wordpress.com/2011/08/eden.gif?w=332&#038;h=400" alt="" width="332" height="400" /></a>Questa storia inizia con “l’illuminato” <a href="http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_agosto_01/alberoni_4e0b4bfe-bbff-11e0-9ecf-692ab361efb9.shtml">articolo</a> del sociologo Francesco Alberoni secondo il quale <em>“Tutta la musica<strong> italiana</strong>, anche negli anni Sessanta, da Modugno a Endrigo a Mina a Battisti, esprime i sentimenti abituali, l’amore. Il rock no. È americano, nasce dall’espansione di sé, dal superamento delle emozioni normali. È espressione di esperienze parossistiche possibili solo con la droga. E anche chi ascolta questa musica in concerto o in discoteca, spesso, per viverla, deve fare lo stesso”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Quando l’abbiamo letto, come tanti altri del resto, abbiamo pensato che una simile idiozia non  meritasse troppa considerazione: l’eccesso si era già palesato nelle parole del sociologo tanto era evidente l’effetto boomerang che l’articolo avrebbe scaturito.</p>
<p style="text-align:justify;">Addirittura il giornale, attraverso le parole di Paolo Giordano, gli risponde con un <a href="http://blog.ilgiornale.it/giordano/2011/08/04/le-irresistibili-banalita-di-alberoni/">articolo</a> che smentisce la tesi suggerita dal sociologo secondo cui il rock è il male e la musica classica è frutto di contemplazione ed ascolto interiore <em>(“[…] Puccini per comporre le sue opere stava sul lago di Massaciuccoli, solo e, nel più assoluto silenzio, dava voce alle sue emozioni più intime</em>” &#8211; aggiunge Alberoni -).<span id="more-1128"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Giordano ci ricorda infatti come  “<em>Beethoven e Mussorgskij e Bach erano alcolizzati, come Mozart e Sibelius erano grandi bevitori. Per dire, Joseph Haydn riceveva circa almeno 500 litri di vino all’anno dalla famiglia Esterházy, e non li regalava certo. Alla Scala, nell’Ottocento, dietro ai palchi c’erano piccole cucine dove i servitori preparavano la cena ai nobili in attesa dello spettacolo. E il vino correva, anzi scorreva con un’abbondanza che non è difficile immaginare. Infine, sempre per spulciare tra le migliaia di esempi a riguardo, Berlioz scrisse la Sinfonia Fantastica dopo aver fumato una grande quantità di oppio e, pensate, nel 1830 il rock non era ancora stato inventato</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, nel corso della storia, la lista di artisti ed intellettuali che facevano uso di sostanze è innumerevole ma ciò, nella maggioranza dei casi, non ha svilito le loro opere. Di recente, Freud, reo di aver scritto il voluminoso saggio “Sulla cocaina” è diventato uno  tra gli “oggetti” di studio di un libro appena pubblicato negli Stati Uniti da Howard Markel, professore di Storia della medicina alla University of Michigan (il titolo è “<a href="http://www.nytimes.com/2011/07/24/books/review/an-anatomy-of-addiction-by-howard-markel-book-review.html?_r=1&amp;pagewanted=all">An Anatomy of Addiction</a>”). Secondo l’autore, è stata proprio questa sua nota dipendenza a favorire, addirittura, la nascita della psicanalisi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma nell’epoca della propaganda e della falsa informazione proibizionista, i paladini dell’ideologia debbono prendersela con gli artisti, anche a costo di accuse che rasentano il ridicolo, al pari di Alberoni, che forse non è proprio un proibizionista ma il cui acume s’è dimostrato degno di codesta stirpe. Così, sul <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/11-agosto-2011/caro-vasco-ligabue-meglio-te-canzone-puo-rovinare-molte-vite-1901279399622.shtml">Corriere del Veneto</a>, ancora una volta dobbiamo sorbirci “l’indignazione” di Serpelloni che bacchetta il Vasco colpevole di aver ripetuto una frase della sua nuova canzone “I soliti” nell’intervista rilasciata l’altra sera al TG1, e che recita così:  “<em>Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini ma siamo ritornati sani e salvi, e senza complicazioni</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Tale riferimento, dice Serpelloni, sarebbe addirittura <em>“[...]un chiaro ammiccare alla droga e come tale un pericoloso messaggio ai giovani fan […]Dobbiamo definirlo un modello di vita? Bisogna che qualcuno dica le cose come stanno: noi medici ci preoccupiamo di tenere lontani i ragazzi da stupefacenti e alcol e lui, che è appunto il loro idolo, si permette di distruggere con una battuta anni di prevenzione. Serve prudenza su certi temi, anche se è un mito vivente Vasco stavolta ha toppato, non può farsi pubblicità giocando sulla pelle della gente</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma qual è la prevenzione attuata dai nostrani zar antidroga? E’ un messaggio che non ha nulla a che fare con la realtà del mondo dei consumi, preoccupato di ribadire l’astinenza come unico mezzo di difesa dai danni -questi sì, reali- che possono provocare le droghe. Per il raggiungimento di tale obiettivo si passa dall’asservimento ideologico di specifici studi scientifici alle note  norme in materia di sostanze, restrittive delle libertà personali ed incapaci di promuovere progressi sul piano della salute individuale e collettiva. E per continuare a farlo si propugna una realtà fittizia in cui tali rimedi hanno funzionato, determinando un calo dei consumi giovanili, a cui nessuno degli addetti ai lavori ha creduto e che puntualmente si sono trovati a dover smentire. Infine, ci si arrabbia con tutti quelli che nelle menti distorte dalla loro stessa ideologia costituiscono un pericolo. Nessun accenno di dialogo serio e costruttivo è possibile per i servi della dottrina proibizionista all’italiana, nemmeno le evidenze positive della riduzione del danno possono nulla contro coloro i quali rispondono bandendo addirittura l’uso del termine stesso.  Non è tanto un facile simbolismo nel nome del direttore del Dpa, che evoca un passo biblico del Libro della Genesi, a suggerirci una domanda tanto retorica, ma davvero ci chiediamo se mai si renderanno conto di quanto loro costituiscano un &#8220;male&#8221; attraverso quest&#8217;opera di inganno perpetuo.</p>
<p style="text-align:justify;">Una cosa è certa, però, nemmeno gli zar dell’antidroga sono così forti come vorrebbero far credere se basta un artista (pur di successo) a demolire la loro mastodontica attività di “prevenzione”. Più probabilmente, coscienti dell’opera di mistificazione che mettono in atto, percepiscono la debolezza delle loro costruzioni e si servono di  logiche persecutorie nella speranza di rimanere gli unici a poter parlare della materia. <strong>Sarà dura, anche per loro!</strong></p>
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