CivilMente è una rassegna di eventi che, tra il serio e il faceto, attraverso il veicolo comunicativo delle arti visive, intende far riflettere il grande pubblico sulla possibilità di concepire e gestire in modo diverso i rapporti umani ed economici, al fine di favorire l’avvio di un processo di ripensamento sul modo attuale di impostare la produzione e il consumo. Come temi comuni per la rassegna del 2011 sono stati scelti l’immigrazione e l’integrazione. Di seguito il programma della rassegna. Leggi il seguito di questo post »

Molti modi di essere uniche

Posted: 17 settembre 2011 in Donne
Martedì 20 settembre 2011, alle ore 17:45, la Biblioteca del Centro Studi Gruppo Abele
C.so Trapani, 91 b
ospiterà la presentazione del libro:
Molti modi di essere uniche
Percorsi di scrittura di sé per re-inventare l’età matura
A cura di Barbara Mapelli, Lucia Portis, Susanna Ronconi
Stripes, 2011

Negli anni Sessanta e Settanta, molte donne, allora ragazze e giovani donne, furono protagoniste di uno straordinario momento di cambiamento, una “rivoluzione di genere” vissuta nelle più diverse dimensioni e modi.

Questo ha portato con sé la necessità di una ricostruzione personale, di forme alternative nelle relazioni, un ripensarsi come donne al di fuori dei copioni sociali. Per tale generazione di donne (e dopo di essa per le altre) nulla è più stato come prima e ora si trova a inventare la propria età matura.

Insieme alle autrici, collaboratrici scientifiche della LUA, sarà presente Valentina Porcellana, ricercatrice in Antropologia culturale, Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Torino. Leggi il seguito di questo post »

Il Governo attacca le cooperative

Posted: 9 settembre 2011 in Generale

Lo stato sociale esce con le ossa a pezzi dall’ultima manovra di questo governo. Comune a quasi tutti i singoli interventi proposti, vi è una palese violazione della Costituzione, che all’art.53 enuncia i principi fondamentali su cui si deve basare il sistema tributario nel paese: universalità dell’imposta, progressività del sistema tributario e uguaglianza del carico.

L’attacco al sistema cooperativistico è solo l’ultimo tassello di una serie di manovre che hanno come unico risultato quello di impoverire ancor di più gli strati medi e bassi della società. I risultati non sono soltanto servizi che verranno chiusi o dovranno operare in base ad una mission differente o fortemente ridimensionata in merito agli obiettivi. Trattandosi di una misura che potremmo definire strutturale, in quanto opera una modifica del principio di solidarietà di cui la cooperazione era uno dei principali artefici, produrranno una serie di modifiche negative nella gestione del personale impiegato. Ulteriori potremmo dire, in quanto già il sistema degli appalti spesso viziato, di fatto, da interessi politici ed economici – ad esempio con il ricorso al ribasso delle offerte – aveva in una certa misura colpito proprio i lavoratori ed i soci lavoratori, riversandosi sul cittadino nei termini di una minor qualità dei servizi o riducendo il reddito dei lavoratori a fronte di un carico di lavoro maggiore ove questa non si fosse (ancora) verificata. Leggi il seguito di questo post »

Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD, Post-Traumatic Stress Disorder) è definito come l’insieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico. Ciò implica che la diagnosi necessiti di sintomi conseguenti ad un evento critico, sebbene, ovviamente, non sia vero il contrario: la prevalenza nella popolazione generale è infatti di circa il 6,8%, in aumento nel caso di eventi bellici in corso o recenti.

Un’indagine del Military Times, infatti, ha trovato che la spesa dell’esercito americano per il Seroquel era aumentata di 7 volte in dieci anni e che per il 2009 erano stati spesi ben 8,6 milioni di dollari. Molto peggio la situazione tra i reduci, un dispaccio dell’Associated Press indica il farmaco come il quinto più venduto negli Stati Uniti e uno dei più usati dai reduci, come indica il Veteran Affairs Department secondo cui, dal 2007, occupa il primo posto nella lista della spesa con un incremento di oltre 8 volte in dieci anni: nel 2009, il VA ha speso 125 milioni di dollari per il Seroquel rispetto ai 14,4 milioni del 2001. Leggi il seguito di questo post »

Sono iniziati i lavori del sinodo delle chiese metodiste e valdesi, che si tiene a Torre Pellice (TO) dal 21 al 26 agosto apre con un chiaro e forte riferimento alla crisi in atto.

Ieri, l’apertura di Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Una cruda analisi dello stato sociale mozzato dai tagli ed in forte crisi e un’accusa alle recenti manovre di aggiustamento,  ma anche un incitamento a trovare una soluzione perché “non siamo affatto dentro una situazione rigida”.

La gravità della situazione globale ci mette di fronte a un mondo corrotto e perduto, globalizzato solo nel profitto. Centocinquant’anni fa si lottava per un’Italia fondata su una nuova comunità capace di aiutare l’emancipazione dei più deboli. Oggi assistiamo impotenti allo spettacolo di un paese che smarrisce ogni giorno di più il senso della propria storia, che sprofonda nel baratro dell’iniquità, dell’ingiustizia economica e sociale, prono di fronte all’arroganza del potere e della ricchezza, risucchiato tra le maglie degli egoismi, delle rivendicazioni corporative, degli insulti, delle volgarità, delle menzogne, ferito dalla propaganda razzista […] Folle stanche e sfinite. Dai pensionati ai giovani che studiano e già sanno che dovranno emigrare, o gli operai di cui troppo frettolosamente si è dichiarata l’estinzione salvo poi voler modificare lo Statuto dei lavoratori, a quei ceti medi i cui risparmi non saranno più in grado di garantire un futuro migliore ai figli”. Bisogna partire “dai più deboli, dai non garantiti, da chi non ha neppure la possibilità di piazzarsi al nastro di partenza della corsa per il benessere, da chi precipita verso le crepe della società”.

Se una reazione a questa crisi si percepisce, allora va trovata nei “protagonisti nuovi […] gli operai dell’ultima ora che ricevono la stessa paga di quelli della prima ora; i servitori indebitati; quelli che abbattono i confini convenzionali dell’amore e dell’identità di gruppo”. La partecipazione democratica ai referendum di giugno, la difesa del “bene comune” , ma anche i movimenti per la democrazia dell’area magrebina vengono visti come l’embrione di una lotta alla crisi globale che stiamo attraversando. Leggi il seguito di questo post »

COMUNICATO STAMPA

Scongiurare il default dei servizi sociali in Italia! Questo è l’obiettivo prioritario espresso dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel proprio documento di controproposte ad una Manovra che rischia di causare molti (altri) danni alle politiche sociali nel nostro Paese.

Il timore più forte non è tanto nell’articolato del Decreto, quanto nella riforma assistenziale e fiscale per la quale il Governo chiederà la delega per  recuperare 24 miliardi in due anni, pena il taglio della quasi totalità delle agevolazioni fiscali ora riconosciute ai contribuenti italiani.

Una bozza di delega sulla riforma fiscale e assistenziale esiste già. Vi si prevede di intervenire sull’ISEE, sulla definizione di “stato di bisogno”, sull’armonizzazione dei servizi per “evitare sovrapposizioni”, di interventi sui criteri di accesso all’indennità di accompagnamento, sul ruolo del enti non profit in una logica di  welfare caritatevole. Tutto quanto basta per causare danni!

La FISH ritiene, sulla base di ben altri motivi e necessità, che la riforma dell’assistenza sia necessaria e urgente, ma che vada affrontata in una logica molto diversa e soprattutto con la priorità dei diritti dei cittadini e della qualità dei servizi. La riforma non può essere approntata con il solo intento di risparmio e in modo emergenziale. Leggi il seguito di questo post »

Fonte: Radicali.it

Carceri: salgono a oltre 1600 le adesioni allo sciopero totale della fame e della sete del 14 agosto, per la convocazione straordinaria del Parlamento. Domani Bonino, Bernardini, Stanzani, Staderini e Ciccarelli saranno al carcere di Rebibbia

Giungono di ora in ora nuove adesioni alla giornata di sciopero totale della fame e della sete digiuno del 14 agosto per chiedere la convocazione straordinaria del Parlamento, I partecipanti, che sono ora oltre 1600, chiedono che venga dato seguito alle parole del Presidente della Repubblica che, in occasione del recente convegno al Senato “Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano”, ha definito quella della giustizia e delle carceri “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”.

La mobilitazione cresce tra i dirigenti penitenziari. Dopo l’appello di Enrico Sbriglia, direttore del carcere di Trieste, sono giunte le adesioni di Domenico Arena, direttore del carcere di Alessandria e di Massimo Di Rienzo (Lanciano, Chieti) Paolo Basco (Arezzo) Ottavio Casarano (Livorno) Claudia Clementi (Pesaro) Antonio Gelardi (Augusta) Cristina Morrone (Grosseto) Rosario Tortorella (Catania Piazza Lanza) Luigi Morsello (ex direttore Potenza) Ione Toccafondi (Bologna) Margherita Michelini (Empoli) Letizia Bellelli (Enna). Leggi il seguito di questo post »

Fonte: Aduc

Trent’anni fa gli immigrati erano 21 mila, 1 su 100, oggi sono 1 su 6, non considerando la quota che grazie alla Bossi-Fini è costretta alla clandestinità. Gli immigrati, in prevalenza, sono asiatici (74 mila di cui 32 mila filippini e 18 mila cinesi) e africani (46 mila, dei quali 27 mila egiziani), 45 mila gli europei (rallenta la crescita dei romeni e si registra un boom doppio di ucraini) e 42 mila quasi americani e soprattutto sudamericani. Trent’anni fa circa, nel ’79, erano gli svizzeri gli stranieri più rappresentati (1.673), seguiti da tedeschi (1.274) e britannici (788) a fronte di 300 mila residenti in più di quelli di oggi.

Crescono gli stranieri, diminuiscono i milanesi. A scattare la fotografia della popolazione meneghina è l’Ufficio statistica del Comune che, con uno studio del 2010, registra che gli immigrati all’ombra della Madonnina raggiungono quota 208 mila, sfiorando il 16% dei residenti. Quasi 9 mila i nuovi stranieri entrati in città nel 2010. Al 31 luglio 2010, la città aveva confermato il trend già registrato in passato: la crescita è dovuta solo agli stranieri. Leggi il seguito di questo post »

Droga, la giustizia sbagliata

Posted: 12 agosto 2011 in Generale

Fonte: Blog di Fuoriluogo

Franco Corleone scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011.

Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe Fiorello) è arrestato e, nonostante la sua innocenza, riconosciuto colpevole di traffico di droga in ben tre gradi di giudizio.
Il drammatico equivoco nasce dall’errata identificazione di un’auto sospetta e il malcapitato sarto viene arrestato e subito picchiato selvaggiamente dai carabinieri. La via crucis ha inizio: il pestaggio non scandalizza nessuno perché “giustificato” dalla rabbia dei rappresentanti dell’ordine per la recente morte di un collega vittima della criminalità. Sarebbe facile riconoscere l’estraneità dell’innocente ai fatti addebitati se il pubblico ministero e lo stesso avvocato (capace solo di suggerire la scorciatoia del patteggiamento) non fossero accecati dal pregiudizio e dalla volontà di ripulire il mondo. Accade così che le prove dell’innocenza non siano neppure prese in considerazione di fronte alla parola di sei carabinieri e il protagonista è sbattuto in carcere con una condanna a diciotto anni. Leggi il seguito di questo post »

Questa storia inizia con “l’illuminato” articolo del sociologo Francesco Alberoni secondo il quale “Tutta la musica italiana, anche negli anni Sessanta, da Modugno a Endrigo a Mina a Battisti, esprime i sentimenti abituali, l’amore. Il rock no. È americano, nasce dall’espansione di sé, dal superamento delle emozioni normali. È espressione di esperienze parossistiche possibili solo con la droga. E anche chi ascolta questa musica in concerto o in discoteca, spesso, per viverla, deve fare lo stesso”.

Quando l’abbiamo letto, come tanti altri del resto, abbiamo pensato che una simile idiozia non  meritasse troppa considerazione: l’eccesso si era già palesato nelle parole del sociologo tanto era evidente l’effetto boomerang che l’articolo avrebbe scaturito.

Addirittura il giornale, attraverso le parole di Paolo Giordano, gli risponde con un articolo che smentisce la tesi suggerita dal sociologo secondo cui il rock è il male e la musica classica è frutto di contemplazione ed ascolto interiore (“[…] Puccini per comporre le sue opere stava sul lago di Massaciuccoli, solo e, nel più assoluto silenzio, dava voce alle sue emozioni più intime” – aggiunge Alberoni -). Leggi il seguito di questo post »